«Ti ringrazio molto, caro Oscar, per questo riconoscimento che credo di non meritare, o almeno non da solo. Questo premio dovrebbe andare anche a chi per primo ha creduto nel progetto del Bif&st fin dal 2009, ovvero l’allora presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e con lui l’indomabile assessora alla cultura Silvia Godelli. E poi il sindaco Antonio Decaro che l’ha sempre fortemente sostenuto anche nei momenti più difficili vissuti negli ultimi 5-6 anni, costretti a lavorare in pochissimi mesi, talora addirittura in poche settimane, per realizzare questo festival internazionale di cinema ammazzandoci di lavoro – e di nervi – pur di non deludere, riuscendoci, lo straordinario pubblico cresciuto con noi, sempre più numeroso e giustamente esigente.
«Essendomi trovato io stesso per 16 anni a conferire i riconoscimenti per la loro arte a tanti talenti del cinema italiano e internazionale – compresi i 21 premi Oscar che ci hanno onorato della loro presenza in questo meraviglioso teatro – sono molto imbarazzato, seppur grato, nel riceverne uno a mia volta. Non lo voglio dedicare a qualcuno. Lo voglio invece girare ad un regista barese che a 24 anni si trasferì a Roma per imparare il mestiere del cinema da maestri quali Mario Monicelli, Ettore Scola, Alberto Sordi, Sergio Leone dei quali fu aiuto regista prima di esordire egli stesso da regista. Un suo film, fra gli altri, lo girò proprio a Bari nel 1991, un film – La riffa – nel quale fece debuttare una giovanissima e bellissima attrice che oggi è un’importante star internazionale: Monica Bellucci.
«Il suo ultimo film quel regista lo girò in una piccola isola del Tirreno dove la dittatura fascista aveva confinato tantissimi antifascisti fra i quali Luigi Longo, Sandro Pertini, Umberto Terracini, il pugliese Giuseppe Di Vittorio e poi Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni: l’isola di Ventotene di cui oggi tanto si parla, troppo spesso a sproposito. Lo girò a dispetto del terribile cancro che lo stava divorando e che lo avrebbe ucciso poco dopo aver terminato quel film. Aveva appena compiuto 55 anni.
«Giro idealmente a lui questo premio: a Francesco Laudadio, scomparso il 6 aprile 2005, esattamente 20 anni fa. Era mio fratello».
Bari, Teatro Petruzzelli, 22 marzo 2025

